Vincenzo Trama, “Quando ci sono dei ragazzi in un casolare in vacanza è molto probabile che si tratti di un film horror di serie Z” (Edizioni Il Foglio)

Lasciatemelo dire! Finalmente qualcuno che non si fa’ problemi a utilizzare per un libro un titolo assolutamente anti-commerciale! Certamente, per andare in libreria e richiederlo pronunciando correttamente un tale titolo, dovrete avere con voi un appunto scritto, più che se doveste acquistare L’Idiota di Dostoevskij… D’altro canto, è un titolo di sicuro piuttosto indicativo per l’ultima fatica letteraria di Vincenzo Trama, edita dalle Edizioni Il Foglio: una raccolta di racconti – anche se di “raccolta” è quasi improprio parlare visto che il libro ne raduna solo quattro, lunghi al punto da diventare, per almeno un paio, quasi dei romanzi brevi.
Quattro capitoli, in fondo, di una narrazione univoca, con la quale Trama tratteggia un bizzarro e spesso surreale micro-universo quotidiano fatto di tanti personaggi-macchiette e di situazioni sempre molto parodianti i conformismi e le futilità che caratterizzano l’esistenza quotidiana contemporanea, con uno stile ondeggiante tra lo slang giovanile/giovanilista, adeguatamente sboccato, e una certa ricerca di maggior raffinatezza letteraria, non forzata e semmai – credo – emergente in maniera spontanea nel corso del lavoro di scrittura.
Quando ci sono dei ragazzi in un casolare in vacanza è molto probabile che si tratti di un film horror di serie Z è aperto dall’omonimo racconto, sorta di horror umoristico con mere finalità burlesche. Poi, nell’ordine: Tredici volte un mattino sempre uguale gioca sulla variazione del finale di un semplice principio di racconto, sempre con marcati toni umoristici dai quali tuttavia traspare un certo sguardo disincantato e critico su, appunto, alcune ovvietà quotidiane, e su quanto dietro l’ovvio possa in realtà esserci altro, ignorato. Operazione merda è invece uno scritto a “sliding doors”, un racconto a opzioni, durante il quale è il lettore a scegliere come far continuare la storia tra diverse ipotesi: idea già vista ma qui ben concepita e riuscita, anche grazie alla notevole vena surreale della trama.
Infine, Nei silenzi e nelle voci di periferia è, a mio parere, il racconto più interessante della raccolta, ovvero quello nel quale – ferma restando la vena umoristica costante nella scrittura di Trama – più approfondito si fa’ quello sguardo critico sulla società contemporanea, sulle sue ipocrisie, sui conformismi, sulle falsità e su quei tanti scheletri nell’armadio che molti hanno, armadio che faticano sempre più a tenere chiuso…
Libro parecchio divertente da leggere, che riesce a evitare banalità letterarie e tematiche mainstream, e che ha il suo forte nella bella fantasia che Trama utilizza per inventarsi e scrivere le sue bizzarre storie.

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