Leena Lehtolainen, “Il mio primo omicidio” (Fanucci)

Mi sono avvicinato a questo libro con – come dire… – qualche dubbio, dovuto principalmente al fatto che non sono un lettore di gialli/thriller, e alla mia genetica riluttanza verso tutto quanto è di moda – se così si può dire della letteratura gialla/noir scandinava… Il che, ovviamente, non significa che quel mondo non sia di valore, anzi, d’altro canto un ottimo stimolo alla lettura mi veniva dalla mia grande passione (e dallo studio conseguente) per la scuola letteraria nordica, tra le migliori in circolazione, secondo me… Eppoi Leena Lehtolainen e il suo Il mio primo omicidio (Fanucci, collana “Gli Aceri”, traduzione di Nicola Rainò – una certezza assoluta per la traslazione dal finlandese all’italiano!) vengono appunto dalla Finlandia, una terra che ho conosciuto molto bene in tempi recenti…
Naturalmente, la Lehtolainen è stata presentata come nuova potenziale erede di Stieg Larsson (ovvero come nuova capofila del “club” dei giallisti nordici), e questo suo romanzo – uscito in origine nel 1993 e primo di una serie che ne comprende undici, con protagonista l’ispettrice della polizia Maria Kallio – ha avuto un successo strepitoso in patria e in molti altri paesi europei, contando ormai ben sedici diverse traduzioni… Posto ciò, alla mia lettura le prime pagine non mi hanno così entusiasmato: la storia è classicamente gialla, narrando d’un giovane di ottima famiglia e dalla vita di successo che viene ritrovato cadavere nella propria villa sul mare durante un weekend nel quale ospita nella stessa i suoi migliori amici, tra i quali evidentemente vi è il colpevole. Maria Kallio, la suddetta protagonista, poliziotta controvoglia e non così sicura di sé stessa e di cosa voglia nella vita in generale, comincia un indagine che la porterà spesso e volentieri a investigare non solo quel caso (che si rivelerà ben più “grande” delle apparenze) e i suoi indiziati, ma un po’ tutto il mondo che la circonda, quella parte della società finlandese nella quale si svolge la sua vita quotidiana e, soprattutto, dentro la propria anima, il proprio io così combattuto tra un desiderio di giustizia ben superiore a quella meramente poliziesca e legale e l’aspirazione a mandare tutto a quel paese per potersi dedicare veramente alle cose importanti della vita…
Dicevo: una partenza che non mi ha coinvolto granché – lo stile letterario nordico, molto lineare, asciutto e privo dei facili entusiasmi retorici più comuni a sudeuropei e, ancor più, americani, è sublime nel narrare storie ma certo non trascina il lettore nelle vicende con troppo vigore. Tuttavia, per questo e per altri motivi, col trascorrere delle pagine Il mio primo omicidio diventa sempre più coinvolgente e affascinante, e forse più che per la vicenda principale su cui si poggia, per il contorno di essa, per la capacità che la Lehtolainen dimostra di prendere a braccetto il lettore e narrargli il tutto come durante una tranquilla passeggiata in un parco di Helsinki, senza mirabolante e scoppiettante eloquenza, appunto, ma con una fascinosa e ammaliante esposizione, peraltro non priva di un certo nerbo e sempre attenta anche a una certa visione sociologica dei fatti narrati.
E’ insomma un romanzo, Il mio primo omicidio, che va’ assaporato con quella stessa lineare placidità che il ritmo narrativo rivela, accordandosi ad esso in modo che quando la storia accelera e/o devia verso i suoi margini narrativi, la si segua veramente come si potrebbe seguire un amico finlandese che ci guida per le vie di Helsinki – vie che, come detto, ho conosciuto e vissuto bene, ma non per questo credo di sembrare di parte se ritengo il romanzo della Lehtolainen una lettura sicuramente consigliabile, certo più per gli appassionati della giallistica in generale, non solo di quella nordica, e pur tuttavia in grado di essere apprezzata anche da chi non legga gialli per abitudine (il sottoscritto, appunto) perché, lo ribadisco, Il mio primo omicidio è un libro senza nulla di trascendentale ma molto onestamente piacevole. Non sono in grado di dire se possa veramente essere o diventare una nuova sensazione letteraria nordeuropea, ma in verità non è che mi interessino molto queste disquisizioni, dacché ogni libro può essere sensazionale per ogni suo lettore; per dirla tutta, la prima sensazione che il lettore percepisce è quella del bel libro, e della bella lettura – e già questa, ve lo assicuro, non è cosa da poco.

> Clicca qui per leggere l’intero primo capitolo di Il mio primo omicidio (per gentile concessione di Fanucci Editore)

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2 risposte a Leena Lehtolainen, “Il mio primo omicidio” (Fanucci)

  1. Pingback: 23/11/2010 |

  2. mauro ha detto:

    purtroppo non sono stati pubblicati gli altri titoli

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